Pistoia nel Medioevo

Questa visita si concentra essenzialmente sui monumenti intorno alla Piazza del Duomo, ed è rivolta a coloro che hanno un interesse specifico nell’architettura e nella scultura medievale.

Ecco cosa visiterete con la nostra guida:

Cattedrale di San Zeno: presenta una facciata in stile romanico sul modello di altre chiese presenti nella città costruite alla stessa epoca (San Bartolomeo e Sant’Andrea). Sulle due estremità della cuspide della facciata sono poste le due statue marmoree dei santi patroni, San Zeno e San Jacopo. L’edificio, con campanile e battistero, ha interno a tre navate con presbiterio rialzato e cripta ed è stato costruito probabilmente nel X secolo. Nel corso del tempo ha subìto diversi rimaneggiamenti ed è stato riportato alle forme primitive da un restauro avvenuto tra il 1952 e il 1966, completato nel 1999.

Battistero di San Giovanni: la sua ricostruzione nelle forme odierne a base ottagonale fu cominciata a partire dal 1303. Un apporto progettuale di Nicola Pisano risulta del tutto ipotetico mentre è ricca la testimonianza sui lavori di cantiere svolti fino al 1361. È considerato tra le massime espressioni del gotico toscano, in quanto riunisce in sé elementi fiorentini, pisani e senesi. L’esterno è interamente rivestito di marmo bianco e verde,il quale è opera di Cellino di Nese. Presenta tre portali finemente decorati con bassorilievi e capitelli scolpiti nel marmo. L’imponente monumento, comprensivo della lanterna con palla dorata e la croce, raggiunge un’altezza di circa 40 metri. Il restauro del 1975 ha messo in luce nel fonte battesimale la data del 1226 e il nome dello scultore, Lanfranco da Como.

Palazzo dei Vescovi: è attestato dal 1091 e inizialmente fu dimora fortificata e munita di merli, poi nel secolo XII acquisì l’aspetto di dimora signorile con bifore, trifore e affreschi nella sala maggiore di cui restano tracce di difficile interpretazione. Alcune modifiche sostanziali all’architettura del palazzo furono eseguite tra la metà del XII secolo e gli inizi del XIII. Il Vescovo Scipione de’ Ricci lo trovò caotico e ottenne dal Granduca Pietro Leopoldo il permesso di edificare un nuovo palazzo vescovile. Nel 1786 l’antico Palazzo dei Vescovi contiguo alla cattedrale fu venduto a privati e fu profondamente rimaneggiato nei decenni successivi. Nel 1936 fu eseguito un primo intervento di restauro della facciata principale, che riportò in luce alcuni tratti delle linee gotico-rinascimentali. A partire dal 1976, La Cassa di Risparmio di Pistoia, dopo avere progressivamente acquistato dai vari privati l’intera proprietà dell’immobile, iniziò un complesso e radicale restauro del palazzo che terminò nel 1980, con il recupero di gran parte delle strutture e dell’aspetto originario.

Piazza Sala: deriva il nome dal ruolo che rivestì in epoca longobarda, quando vi sorgeva la curtis domini regis, ovvero il palazzo del Gastaldo. In età successiva divenne il mercato giornaliero degli alimenti. Su tutti i lati della piazza e nelle vie vicine si sviluppò una teoria continua di piccole botteghe con sportelloni in legno, bancali in pietra e tettoie fortemente sporgenti sorrette da mensoloni in legno. Nel 1529 un leoncino in pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma a scacchiera della città fu collocato al di sopra dell’architrave del pozzo, per ricordare, attraverso il Marzocco fiorentino, il dominio definitivo di Firenze su Pistoia. Da quel momento il pozzo assunse il nome di Pozzo del Leoncino. Nel 1564 casette e botteghe dell’opera di San Iacopo furono abbattute per costruire un nuovo palazzo sul lato sud. Nel 1891 furono realizzati dei banchi fissi coperti, sostituiti, fra il 1936 e il 1938, da stand in muratura con rotolanti, danneggiati dai bombardamenti durante la guerra, così come il pozzo. Nel 1989 il gabbione fu demolito e al centro della piazza, di nuovo adibita alla vendita degli ortaggi, venne riportato il Pozzo del Leoncino. Nel 1996, nello slargo che reca la targa Piazza degli ortaggi e che sembra servisse come punto di sosta per i pellegrini, è stato collocato il gruppo scultoreo in bronzo del Giro del sole, opera dell’artista pistoiese Roberto Barni.

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