Pistoia: dal Rinascimento al Settecento

Basilica della Madonna dell’umiltà: dedicata alla Vergine Maria, la sua costruzione è già attestata in documenti ecclesiali nel XIII secolo e presunta tra il XII e l’VIII secolo. La sua importanza architettonica è dovuta alla cupola cinquecentesca realizzata da Giorgio Vasari e alta 59 metri. La struttura è anche nota come importante centro di devozione mariana e per questo assume anche il nome di Santuario della Madonna dell’Umiltà. È uno degli edifici che, sotto il profilo architettonico, urbanistico e religioso, maggiormente si identifica con la storia e l’immagine di Pistoia.

Chiesa dello Spirito Santo: la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola è una chiesa pistoiese del XVII secolo. È spesso nota tra i pistoiesi come chiesa dello Spirito Santo in quanto, pur essendo sempre stata dedicata al santo fondatore dei Gesuiti, vi risiedettero i preti della parrocchia dello Spirito Santo generando quindi la confusione. All’interno si trovano pregevoli dipinti, tra cui l’Assunzione di Maria di Giuseppe Nasini, la Santa Lucia di Gio.Battista Gigli e la Vergine Annunziata, commissionati dalla nobile famiglia dei conti Manni per la vicina chiesa di San Biagio, detta Santa Maria in Borgo Strada, e da lì rimossi anni fa.

Chiesa di San Prospero e San Filippo: inizialmente intitolata a San Prospero, la chiesa passò agli inizi del Seicento ai padri dell’Ordine del Chiodo che la ristrutturarono; sugli altari furono collocate tele di notevole pregio, fra le quali la Flagellazione di Giovanni Lanfranco. Nel 1666 fu concessa ai padri dell’oratorio di San Filippo Neri. Nel Settecento furono eseguiti altri lavori, fra cui gli affreschi della cupola, di Gian Domenico Ferretti, e la sistemazione della facciata. Nel 1726 il cardinal Fabroni donò la sua collezione di libri alla Curia pistoiese con la condizione che fosse collocata in una biblioteca aperta al pubblico, e a tal fine fece restaurare il vasto ambiente sopra la chiesa di San Filippo e vi fece aggiungere uno scalone di accesso laterale.

Facciate dei Palazzi Cellesi, Marchetti e Cancellieri: sorti durante il Granducato di Toscana, sotto la Signoria Medicea, sono simbolo di quel cambio di tendenza che aprì una grande stagione di rinnovamento e di riqualificazione del tessuto urbano pistoiese.

Durata: 3 ore

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