Pistoia: conventi e chiostri

San Domenico: il primo nucleo del convento risale alla metà del XIII secolo, mentre la chiesa è della fine del secolo. Al chiostro grande si unì nel Trecento il portico della Maddalena e, nel Cinquecento, un altro chiostro, detto di Fra’ Paolino. Sono di quest’ultimo La Crocifissione (1533), L’Adorazione dei Magi (1528-1532) e Il Matrimonio mistico di Santa Caterina (1534-1536). Altre rilevanti opere sono il Monumento sepolcrale di Filippo Lazzari (1462) di Bernardo e Antonio Rossellino, il San Carlo Borromeo con la famiglia Rospigliosi (1613) di Jacopo da Empoli, la Madonna del Rosario (1610) di Cristofano Allori, il San Sebastiano curato dalle pie donne (1642) di Giacinto Gimignani. Nel chiostro grande, Storie di San Domenico di Sebastiano Vini.

San Francesco: la costruzione del complesso iniziò nel 1289. La chiesa fu costruita secondo il modello francescano, con un’unica aula coperta a capriate e transetto articolato in cappelle. La semplicità decorativa e stilistica rende appena riconoscibile il linguaggio gotico. La facciata fu completata solo nel 1707 con il rivestimento marmoreo a bande bianche e verdi. All’interno le pareti della navata presentano ancora tracce della decorazione con affreschi realizzati nel corso del XIV secolo. Aldilà del grande arco trionfale si apre la cappella maggiore, decorata con gli affreschi delle Storie di San Francesco (1343); nella cappella Bracciolini, affreschi con le Storie di Maria eseguiti entro il secondo decennio del XV secolo; nella cappella Pazzaglia, affreschi con Storie dei Santi Antonio e Ludovico di Giovanni di Bartolomeo Cristiani; nella cappella Gatteschi, Storie di San Donnino di Bonaccorso di Cino. Fra il 1386 e la fine del secolo furono decorate la sala del capitolo (affreschi di Antonio Vite) e la sacrestia.

SS.ma Annunziata: la chiesa della Santissima Annunziata è situata in Piazza dei Servi. Fondata nella seconda metà del Duecento, fu completata alla fine del secolo successivo, quindi rimaneggiata durante il Quattrocento e, più radicalmente, in epoca barocca, fra Seicento e Settecento. All’interno sono conservate numerose opere pittoriche, affreschi e tele, di varie epoche storiche, fra cui una Natività di Lodovico Cardi detto il Cigoli. Alla chiesa sono annesse altre strutture, quali un chiostro del Trecento rimaneggiato in epoche successive, un oratorio e un convento di fondazione cinquecentesca.

San Paolo: la primitiva struttura si fa risalire al X sec., ma solo nel XII secolo l’edificio iniziò ad assumere le forme attuali. L’esterno mantiene inalterati i caratteri del gotico toscano, mentre l’interno, ad un’unica navata severa e spoglia, ha subito pesanti ristrutturazioni nel Seicento e nell’Ottocento, fino all’incendio che nel 1895 distrusse l’organo e il tetto, danneggiando molti arredi. Fra le opere, l’affresco con Sant’Agata e Sant’Eulalia, di Gerino Gerini (1520); di fronte, un Crocifisso del XIV secolo usato per le processioni penitenziali. Nella Sacra Conversazione di Fra’ Paolino (1528) si riconosce l’effigie del Savonarola nelle vesti di San Pietro martire. Nella sacrestia sono stati riportati alla luce alcuni affreschi tre-quattrocenteschi. La Chiesa primigenia, fuori le mura, della prima cerchia, era orientata con la facciata prospiciente l’allora via della Spada, oggi della Rosa. L’ampliamento, iniziò nel 1136, con il prolungamento a sud e l’occupazione dello spazio fuori la Porta Caldatica. Sopra il portale sono scolpiti in bassorilievo Mosè David.

San Pier Maggiore: la sua origine risale forse all’epoca longobarda, all’VIII secolo, quando alcuni storici fanno il nome di un certo Guinifredo. Nel convento annesso fin dal 1091 furono ospitate le monache benedettine provenienti dall’antico cenobio di Campanelliana. Il paramento murario esterno è l’ultima testimonianza della stagione del policromismo pistoiese; ampliata nel 1086 e poi ancora nel 1124, assunse le forme attuali nel 1263. L’architrave del portale di centro è forse opera dell’officina di Guido da Como, che vi raffigurò Gesù che porge le chiavi a San Pietro, circondato dalla Vergine e dagli apostoli. La facciata conserva l’originario aspetto romanico e ripete lo schema pentapartito con decorazione dicroma già sperimentato nella vicina San Bartolomeo in Pantano, con una fantasiosità nella scelta dei temi illustrati e nel repertorio decorativo che non ha uguali in Pistoia. Nel 1640 l’interno fu completamente ristrutturato e arricchito di decorazioni di gusto barocco. Nel 1778 la parrocchia venne unita a quella di San Pietro in Cappella e poi venne passata, con effetto dal 1799 alla chiesa della Santissima Annunziata. Oggi la chiesa è sconsacrata e negli spazi conventuali annessi ha sede il Liceo Artistico “Petrocchi”. Nel matroneo, con accesso dal Liceo Artistico, è collocata la raccolta di gessi dello scultore pistoiese Andrea Lippi (1888-1916).

Convento del Tau: fondato alla metà del Trecento dal fiorentino Giovanni Guidotti, con l’annessa cappella di S. Antonio, il convento rivestì un ruolo di particolare rilievo nell’organizzazione religiosa della città. Il complesso, i cui locali oggi ospitano il Centro di Documentazione Marino Marini, nonostante sia sorto tardi rispetto ad altre simili fondazioni, si inserì nel vivo del contesto urbano andando ad occupare lo spazio lasciato libero dalla demolizione della seconda cerchia muraria. Il convento e la chiesa vennero venduti a privati e destinati ad altri usi, che ne danneggiarono irrimediabilmente le strutture, tornate, seppure parzialmente, all’antico splendore a seguito di recenti ed accurati restauri.

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