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Pistoia: la città dei pulpiti

Chiesa di Sant’Andrea, pulpito di Giovanni Pisano
Iniziato nel 1298 e terminato nel 1301, vi si può misurare il rapporto con le analoghe opere scolpite dal padre (i pulpiti del Battistero di Pisa e del Duomo di Siena). Poche sono le testimonianze relative a quest'opera se non l'iscrizione in lingua latina che corre tra le arcatelle e i parapetti in cui si testimoniano il committente Arnoldo, i tesorieri Andrea Vitelli e Tino di Vitale, e l'artista Giovanni Pisano, lodatissimo artefice che in questo pulpito " seppe superare il padre in sapienza". La struttura riprende quella del pulpito del Battistero pisano: di forma esagonale appoggia su sette colonne. L'organizzazione dei rilievi del parapetto, intervallati solo da altre figure collocate agli angoli, riprende invece il pulpito di Siena.

San Bartolomeo in Pantano, pergamo di Guido Bigarelli da Como
Costruito nel 1250 da Guido Bigatelli, originario di una famiglia di scultori e architetti dell’attuale Canton Ticino: il padre Bonagiunta Bigarelli era molto probabilmente fratello di Lanfranco da Como, entrambi attivi già dagli anni venti del Duecento a Pistoia. Guido realizzò nel 1246 il fonte battesimale ottagonale al centro del Battistero di Pisa. Sono probabilmente da ascrivere a lui e alla sua bottega altre opere presenti a Lucca, Pisa e Barga.

San Giovanni Fuoricivitas, pergamo di Fra’ Guglielmo da Pisa
Addossato alla parete sud della chiesa, ha probabilmente visto la collaborazione di Arnolfo di Cambio. Realizzato nel 1270, fu collocato inizialmente nel presbiterio romanico, poi smontato nel 1625 e ricollocato nella posizione attuale (1778). Le sculture ad altorilievo di marmo apuano risaltavano su uno sfondo in vetri policromi solo in parte conservati. Vi sono raffigurati Evangelisti (negli angoli della cassa e al centro del lato lungo) e Scene del Vangelo. I due leoni stilofori, collocati parallelamente alla navata nel 1778, sono stati riportati alla posizione originaria nel 1947.


Foto Edizioni Moriconi


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